POLITICA

Manduria, M5S all’attacco della maggioranza: «Evidente e irreversibile paralisi politica»

MANDURIA – Il Movimento 5 Stelle di Manduria interviene con una dura nota politica dopo il Consiglio comunale dello scorso 29 settembre, parlando di una maggioranza che sostiene il sindaco in una condizione di «evidente…

Manduria, M5S all’attacco della maggioranza: «Evidente e irreversibile paralisi politica»

MANDURIA – Il Movimento 5 Stelle di Manduria interviene con una dura nota politica dopo il Consiglio comunale dello scorso 29 settembre, parlando di una maggioranza che sostiene il sindaco in una condizione di «evidente e irreversibile paralisi politica».

Secondo il Movimento, il «mutismo dei consiglieri», che sarebbero stati in difficoltà nel prendere la parola per difendere le proprie azioni o delineare una visione sul futuro della città, avrebbe trasformato l’aula consiliare in «un teatro surreale».

Il M5S critica inoltre il ricorso alle mozioni da parte di esponenti della stessa maggioranza, interpretandolo come il possibile segnale di divisioni interne: «Assistiamo ormai al paradosso di una compagine di maggioranza che ricorre persino alle mozioni, strumento istituzionale nato a “tutela” delle minoranze, pur di approvare le iniziative isolate dei singoli consiglieri».

Nella nota vengono sollevati dubbi anche sulla pianificazione e sull’imparzialità dell’azione amministrativa. Il Movimento richiama, in particolare, l’interpellanza presentata dalla consigliera Fabiana Rossetti durante la seduta del Consiglio comunale.

Secondo il M5S, non sarebbero arrivati chiarimenti ritenuti sufficienti su quello che il Movimento definisce un «doppio binario» nel trattamento delle associazioni cittadine.

«Ci chiediamo come si giustifichi il fatto che, a fronte di realtà locali tenute a una rigorosa e trasparente rendicontazione per accedere ai contributi pubblici, si riscontrino situazioni in cui agevolazioni e benefici risultano concessi con criteri di verifica tanto elastici», si legge nel comunicato.

Il Movimento sostiene che, davanti a quella che considera una «apparente disparità di giudizio», sindaco e Giunta non avrebbero fornito motivazioni considerate «persuasive o trasparenti».

Altro punto affrontato è quello della sosta a pagamento. Il M5S parla di parcheggi che sarebbero stati «soppressi solo sulla carta, ma lasciati attivi nei fatti» e sostiene che la vicenda avrebbe generato «40.000 euro di incasso indebito spartito tra il Comune e il gestore».

«Le arrampicate sugli specchi del Primo Cittadino non bastano: quando l’inefficienza colpisce direttamente le tasche dei cittadini, qualsiasi giustificazione cade nel vuoto», afferma il Movimento.

Critiche vengono rivolte anche alle scelte in materia di sviluppo economico e infrastrutture. Secondo il M5S, il rilancio produttivo del territorio non potrebbe essere ricondotto alla semplice trasformazione della destinazione della zona PIP da “artigianale” a “commerciale”, che il Movimento ritiene effettuata senza tenere adeguatamente conto delle valutazioni urbanistiche e dei vincoli tecnici.

Nel comunicato viene richiamato anche il progetto del porto a Torre Colimena, accusando la maggioranza di procedere «prima ancora di aver incassato le necessarie autorizzazioni e i pareri vincolanti degli Enti preposti».

L’ultimo fronte è quello della candidatura di Manduria a Capitale Italiana della Cultura 2029, definita dal Movimento 5 Stelle una «farsa».

Secondo il M5S, «una città e un intero Consiglio Comunale si sono scoperte candidate a propria insaputa», senza una preventiva condivisione dei contenuti e delle linee guida del progetto.

«Del tanto declamato “processo partecipativo” sbandierato in campagna elettorale rimangono solo polvere e slogan vuoti, soffocati dalla gestione verticistica di un Sindaco palesemente in affanno», sostiene il Movimento.

Il comunicato si conclude annunciando la prosecuzione dell’azione politica: «Il Movimento 5 Stelle non rimarrà a guardare e continuerà ad agire in tutte le sedi opportune per fare chiarezza, restituendo a Manduria la trasparenza, l’equità e la dignità amministrativa che merita».

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