MANDURIA – Il tema della cultura, sempre più presente nella discussione politica cittadina, pone secondo Pasquale Pesare un interrogativo: «Cosa si intende per “cultura”, oggi, a Manduria? Se Manduria si propone come “Capitale della Cultura Italiana” per il 2029, cosa si intende per essa?».
«A Manduria storia e bellezza hanno, da sempre, trovato residenza – afferma Pesare –. Questo ha favorito la crescita e la presenza, ovunque riconosciuta, di grandi studiosi. Ma sono sempre rimasti straordinari esempi isolati».
Pesare concentra quindi la propria riflessione sul significato della cultura e sulla necessità di costruire un percorso collettivo: «La cultura è armonia, è crescita condivisa di sensibilità. Non basta conoscere tante cose, bisogna farle funzionare insieme. È quel che serve per raggiungere il prestigioso risultato che l’amministrazione Sammarco si propone».
Nel suo intervento Pesare esprime poi una posizione critica rispetto a una gestione della cultura affidata a una singola figura: «Non “un uomo solo al comando”, per quanto prestigioso possa essere il curriculum; non un erudito divisivo, che ha fallito ogni volta che la politica gli ha messo a disposizione la possibilità di incidere nelle attività pubbliche».
Secondo Pesare, inoltre, il numero delle iniziative organizzate non è sufficiente, da solo, a determinare la crescita culturale della città.
«Non bastano mille manifestazioni a migliorare il livello culturale di una comunità. È necessaria una crescita comune, che unisca tutti».
La conclusione contiene una critica alle scelte culturali compiute negli anni: «Manduria ha pagato care le scelte culturali sia del sindaco, sia dei due vicesindaco precedenti a Domenico Sammarco e Giuseppe Mazza».
«Per quello che mi riguarda – conclude Pasquale Pesare – i danni procurati da costoro possono bastare».

